"O più che 'l mel soave, e più pungente
Degli animai che 'l fan, qual mi ti toglie
Del bel colle antro? E di qual arbor foglie
Vietano il guardo a me chiaro e lucente?
Me fuggir speri cui più ogn'or presente
Sei, quanto più lontan luoco t'accoglie;
Ma inanzi a l'ale di sì accese voglie
Fien tue forze al fuggir inferme e lente.
Lieve il pardo a la cerva corre, questa
Gioiosa a l'acque ed or di me veloce
Lieto il passo Amor dietro a te discolse".
Così cantava il buono Alcippo e 'n questa
Ivi Marato appar ch' a lui la voce,
Com'il cor già, con duo begli occhi tolse.