Qual spirto oppresso che a gran gloria vide
In Campidoglio ornar la nobil testa,
Cui, per propria virtù, fu manifesta
Quando sorte contrasta e quando arride,
Ratto dagli occhi il grave vel divide
Che celato gli avea vita più onesta,
(E 'l bel voler ogni tardar molesta,
Né periglio è che non ardisca e sfede),
Tal io, veggendo gli onorati segni
Posti a cui già di par andai molt'anni,
Corro ora in campo Marzio a la palestra.
Ma dite, Bembo, gli amorosi affanni
Se più addolciscon vostri studi degni
Che sciolto v'han da la prigion terrestra.