Due superbette donne agli atti, al viso,
Sprezzar conobbi, Amor, tuo santo regno,
Il parlar non udi', ma ciascun segno
Mostrommi che da lor eri deriso;
Ambe più volte mi guardaron fiso
E dicean: "Vedo come a morte vegno
Per te, giusto signor, eccelso e degno",
Poi voltaron ridendo il caro viso.
Se di chi servo t'è prendeno giuoco,
L'arco tuo similmente e ogni saetta
Queste inique crudel stimano poco.
Ma, se mia servitù mai ti fu accetta,
Prendi le reti tue, prendi il tuo foco
E fa di te e di me, signor, vendetta.