Non mi vedete, ohimè, di pianger lasso
E nel volto non più quel ch'esser soglio?
Non vedete ch'io son di vita casso?
Ahi, per me cieco ed indurato scoglio!
Non vedete il martir ond'io mi doglio,
Che vedete pur meco ad ogni passo?
Non vedete che d'anima il cor spoglio?
Ahi, per me cieco ed indurato sasso!
Non vedete la doglia acerba e tetra
Ir avanzando ogni ben mesta sorte?
Ahi, per me cieco ed indurato marmo!
Non vedete che, vinto, mi disarmo
Sol attendendo il colpo de la morte?
Ahi, per me cieca ed indurata pietra!