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1315–1371

LXXX2b

Antonio Beccari

Per util, per diletto o per onore amor, ch'è passïon, prende suo regno; quel solo è da lodar che drizza il segno verso l'onesto e gli altri lassa fuore.

Ma questa specie di carnal furore entra per gli occhi al cor prima benegno, poi cresce tanto ch'el torna in disdegno spesse fïate e fa sentir dolore.

Carnale amor non tiene in sé drittura: piacer di forma il fa crescere in nui, e, perch'è passïon, non ha misura. Di me dirò, ch'io no 'l so dir di vui:

mio signor è per voglia e per natura, per don già fatti a me guardando altrui, non dico un sol, ma più di ventidui.

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