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1315–1371

LXXVIIIb

Antonio Beccari

Perché non caggi ne l'oscure cave, dove l'animo tuo par che vacille, piacemi di prestarti alcune stille del mio secreto fonte più soave.

Tutte le nostre infermità più prave e più cocenti mostran lor sentille nel ricader che ne le prime pille, e più acqua conven poi che le lave.

Io fu' già agnel de l'amorosa mandra che, pur, non gustò mai, de sua radice, colei che per amor si fe' Aleandra. Poi sciolto fui da lei per quella vice,

sì che lo 'ncantamento di Cassandra non mi faria tornar in sua pendice. Però ritorna, e non gustar quel legno, ché d'ogni avversità ti farà degno.

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