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1315–1371

LXXVIIb

Antonio Beccari

Quelle pietose rime, in ch'io m'accorsi di vostro ingegno e del cortese affetto, èbben tanto vigor nel mio conspetto che ratto a questa penna la man porsi,

per far voi certo che gli estremi morsi di quella ch'io con tutto 'l mondo aspetto mai non sentii; ma pur senza sospetto in fin all'uscio del suo albergo corsi.

Poi tornai indietro, perch'io vidi scritto di sopra 'l limitar che 'l tempo ancora non era giunto al mio viver prescritto, bench'io non vi leggessi il dì né l'ora.

Dunque s'acqueti omai 'l cor vostro afflitto e cerchi uom degno quando sì l'onora.

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