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1503–1584

82

Anton Francesco Grazzini

Ogni cosa, che nasce e vive in terra, convien ch'il mondo una volta abbandoni, però son iti i tordi sotto terra e son risurti in lor vece i dolcioni:

costor vivono allegri in pace e in guerra, tolgon le donne e lasciano i garzoni, non han troppo arïento né molt'oro, ma quel che gli hanno è più d'altrui che loro.

Vin bianco e dolce, o rosso con la vena vogliono, e pan buffetto e stiacciatine sempre i dolcioni a desinar e a cena, e fichi e pesche e poponi e susine:

ogni vivanda di dolcezza piena con sapa e lardo piace loro al fine: pure i lor cibi più degni e pregiati son marzapan, confetti e pinocchiati.

Sopra ogni cosa son costoro agiati; dormono assai e fuggon la fatica, il più del tempo stanno scioperati, e la bottega è lor mortal nemica;

cantano ad aria come disperati, e della zolfa non intendon cica, ma stanno volentieri in canti e in suoni: e questa è la natura de' dolcioni.

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82 · Anton Francesco Grazzini · Poetry Cove