Signore, io sono il Nerino strione,
già benestante, or pover doventato,
ché le spese gagliarde e la pigione
e 'l tristo temporal m'ha rovinato:
però con le man giunte in ginocchione
vi domando un ufizio che è vacato
a i Cinque, acciò che sempre possa avere
del pane, e dire alle commedie, e bere.