Orfeo son io, dal più cieco e profondo
inferno oggi venuto a visitare
il vostro lieto e dilettoso mondo;
ove già feci ognun maravigliare,
ché il suono e 'l canto mio dolce e giocondo
arrestò i fiumi e fece i monti andare
e vennero a vedermi in varie schiere
arbori e sassi, pesci, uccelli e fere.
E però or non vi maravigliate
se, cantando e sonando dolcemente,
mi vengono a veder queste brigate;
che paiono al guardar popolo e gente,
ma son persone ed anime insensate,
anzi animali e bestie veramente,
perché si calzono anco e veston panni,
pecore e buoi, allocchi e barbagianni.
Ma, dite il ver, non son bestie maggiori
che pantere, giraffe e liofanti,
filosofi, poeti ed oratori
soldati, cortigian, frati e pedanti?
Che degli alberghi loro usciti fuori
mi vengono oggi dietro tutti quanti,
però che questa voce e questa lira
come animali a seguir me gli tira.