Se dell'Armenia omai, messer Donato,
sazio e ristucco, come dite, sete,
perché in via Mozza, ove sete uccellato,
quasi seco ogni dì gridar volete?
Io vi dico che sete innamorato
più che mai fosti, e non ve n'avvedete,
ed ognun dice: «Questo poverello
muore e crepa di rabbia e di martello».
Ma se spegner volete il foco ardente,
e cangiare in piacere la passione,
rimettetevi in lei liberamente
senza patto nessuno a discrezione,
e cominciate a spender largamente,
avendone or sì bella occasïone;
ma il vostro male è senza alcun rimedio,
ché avarizia ed amor v'han posto assedio.
Amor vi metto innanzi e vi dimostra
il gran contento e l'estremo diletto,
che con l'Armenia all'amorosa giostra
si gusta spesso, e massime nel letto;
ma l'avarizia poi, che seco giostra,
vi dice: «Malacarne, abbi rispetto
alla spesa, ohimè! perché i denari
son del sangue e dell'anima più cari».
Fra questi due contrari avviluppato,
e confuso e dubbioso vi restate,
l'un vi par buono e l'altro vantaggiato,
e questo e quel di seguitar bramate.
Intanto il tempo, come uccello alato,
si fugge ratto, e inganna le brigate:
ma che bisogna far tante parole?
Chi vuol non può, chi potrebbe non vuole.