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1503–1584

71

Anton Francesco Grazzini

Se dell'Armenia omai, messer Donato, sazio e ristucco, come dite, sete, perché in via Mozza, ove sete uccellato, quasi seco ogni dì gridar volete?

Io vi dico che sete innamorato più che mai fosti, e non ve n'avvedete, ed ognun dice: «Questo poverello muore e crepa di rabbia e di martello».

Ma se spegner volete il foco ardente, e cangiare in piacere la passione, rimettetevi in lei liberamente senza patto nessuno a discrezione,

e cominciate a spender largamente, avendone or sì bella occasïone; ma il vostro male è senza alcun rimedio, ché avarizia ed amor v'han posto assedio.

Amor vi metto innanzi e vi dimostra il gran contento e l'estremo diletto, che con l'Armenia all'amorosa giostra si gusta spesso, e massime nel letto;

ma l'avarizia poi, che seco giostra, vi dice: «Malacarne, abbi rispetto alla spesa, ohimè! perché i denari son del sangue e dell'anima più cari».

Fra questi due contrari avviluppato, e confuso e dubbioso vi restate, l'un vi par buono e l'altro vantaggiato, e questo e quel di seguitar bramate.

Intanto il tempo, come uccello alato, si fugge ratto, e inganna le brigate: ma che bisogna far tante parole? Chi vuol non può, chi potrebbe non vuole.

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71 · Anton Francesco Grazzini · Poetry Cove