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1503–1584

63

Anton Francesco Grazzini

Ben avrebbe di tigre o di serpente il fegato e 'l polmone: ben sarebbe crudel più che Nerone colui, che non avesse finalmente

dolore e passïone, sentendo dir come il mal del castrone con danno universale ha spento e morto oggi Morgante Nano,

il più saggio ed accorto, il più raro e sovrano buffon, che mai vedesse o sole o stella: Calandrino e 'l Gonnella,

il Balena e Strascino, il Carafulla e 'l Rosso Fiorentino, il Moretto Lucchese e 'l Tattamella, con Giulian tamburino,

a petto lui non valsero un lupino. Tra d'uomo e bestia, il nostro Morgantino grifo, o mostaccio, o ceffo, o muso avea; ma così nuovo e vario,

aguzzo e contraffatto, che parea gattomammon, bertuccia e babbuino: poscia l'un membro all'altro sì contrario, sì scontro e stravagante,

che dal capo alle piante mostrava scorto, a chi potea vedello, essere un mostro grazïoso e bello. Or chiude un freddo avello

bellezze e grazie cotali e cotante, che portate ha Morgante all'altra vita; or qui lasciando con doglia infinita a ricordarci quando

egli leggiadramente motteggiando, parlando e disputando, e ballando e cantando, ridendo e sospirando,

piangendo e bestemmiando, ma sopra ogni altra cosa disputando, ci dava tanta e sì fatta dolcezza, che per la tenerezza

ne rallegrava in guisa ch'ognun si scompisciava per le risa. Or l'anima ha divisa da quel corpo onorato

da signori e da principi bramato e da duchi cercato, da re, da imperatori, e da tutti i maggiori,

come caro gioiel desiderato. E sempre dove egli era, in ogni lato, d'ogni età, d'ogni grado e d'ogni sesso correvano a furore,

alle grida, al romore tutte le genti per vederlo appresso; lasciando ogni faccenda, come se fusse l'Orco o la Tregenda.

E Siena e Roma e Bologna e Ferrara alla sua vista rimaser stupite, attonite e smarrite. Ma s'ei poteva condursi a Vinegia,

quella città che pregia virtù, valore ed ardir più che umano o qualche nuovo e strano animaletto leggiadro e ridicolo,

portava gran pericolo di diventar gentiluom Viniziano. Ma il povero cristiano, sendo nato mortale,

era condotto a tale, che per mostrarsi non cruda ed avara, ma nell'opre d'onor più degna e chiara, morte lo tolse a noi,

come fa sempre i più lodati eroi.

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