O tutti voi ch'avete
doglia e maninconia,
venite a fare a Bondo compagnia.
Costui da piccol s'allevò un cane
con fatica e sudore,
il più bello e 'l migliore,
che bevesse acqua o mai mangiasse pane:
e' faceva cose altere e più che umane,
per ciò che sendo bracco,
oltre al levar le lepri, le pigliava,
e prese le portava
al suo signor, né si vedea mai stracco:
avrebbe preso un sacco
di pernici e di starne,
se s'abbatteva per sorte a trovarne.
Ma se tornar se ne vedea talvolta
da caccia senza preda,
or chi sia che mel creda?
pigliando oche e capponi andava in volta,
e con viso giocondo
gli dava al suo Gismondo;
ed era sì sagace e tanto esperto,
che mai non fu scoperto.
Guardate dunque che cane era questo!
Ma chi volesse il resto
dir delle sue virtù,
scriver gli converrebbe un anno e più.
Or sendo nel più bel della sua vita,
nell'età più fiorita,
non mica rogna o scabbia,
ma gli venne la rabbia,
oh miseria degli uomini infinita!
tal che a forza da noi fece partita:
così morì, che si chiamava Pino.
Poi innanzi alla sua morte fece cose
troppo miracolose
onde Bondo tapino,
chiamando il ciel crudele, iniquo e ingrato,
seco ha deliberato,
ove ei sia in piano, in poggio in valle, o in riva,
piangere il suo buon can, mentre ch'ei viva.