Per ch'io so che voi sete accorto e dotto,
ditemi, onde cavaste, o di qual razza,
quella bestiaccia stravagante e pazza,
Varchi, che voi vi sete messo sotto?
Al portante, al galoppo, al passo, al trotto
sembra, tanto si storce e si diguazza,
l'alfana già di Dodon della Mazza,
o la giumenta del piovano Arlotto.
Or che sete invecchiato ed arricchito,
cavalcherete un caval sì plebeo,
che voi paiate un cortigian fallito?
No, no, Varchi; un par vostro semideo
vuole un corsiere aver vago e pulito;
come quel di Pitagora, o d'Orfeo;
che di Greco in Caldeo
dirivi, o sia di casa Chiaramonte,
da tre balzano, ed abbia stella in fronte,
e le fattezze pronte,
destro, animoso, leggiero e gagliardo,
come fur già Brigliadoro e Bajardo.
Allor v'arà riguardo,
come vi si convien meritamente,
e stupirà di voi tutta la gente,
dicendo: «Finalmente
ecco che pur si vede alla presenza
la gloria di Parnaso e di Fiorenza».