Forse parrà che la giornea m'affibbi, voler saper da voi per qual cagione, o saggio Berrettone, son quest'anno da noi fuggiti i nibbi.
Cosa stupenda e varia e non mai più sentita, non veder nibbi aggirarsi per l'aria: onde la gente afflitta e sbigottita
teme di qualche caso orrendo e strano. Chi dice: «A mano a mano verrà la carestia, la guerra, o la moria»;
altri pensan che 'l Turco passi il mare, e che venga a impalare chi non vorrà la fede rinnegare di colui che già nacque in Nazzarette;
ed altrui che i tremoti e le saette abbian Toscana tutta a subissare, come han fatto a i confini del Piamonte, e tengono altrui in ponte
con mille opinïon simili a queste. Ma pure i più s'accordan che la peste voglian significar che già vien via, e che corrotta sia
l'aria, o si debba corromper di corto; onde savio ed accorto il nibbio, antivedendo sì gran male, abbia adoprato l'ale,
e gito se ne sia nel mondo nuovo. Ma io la lor sentenza non approvo; per che di quante pesti son mai state, non si sono scritture ancor trovate,
ch'abbian de' nibbi mai fatto memoria: né il Villan nella storia, che scrisse la moria del quarantotto, de' nibbi fece motto;
e 'l Boccaccio anco nel Decamerone non ne fe' menzïone. E sonci vive ancor molte persone che del venzette si ricordan bene,
quando le strade piene di corpi morti si potea vedere; e nondimeno i nibbi ivano a schiere per l'aria volteggiando,
e per tutto predando un numero infinito di pulcini, che quest'anno scampato hanno il flagello. Voi dunque, o Belfratello,
che de' fiumi e de' boschi e de' pianeti conoscete i segreti, ditene in cortesia per che cagion son iti i nibbi via.
E se voi pur non vi credete apporre, fatevelo insegnar da Don Nasorre.
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