Felice pedagogo
che sì felicemente
vivi ognor lieto al mio bel sol presente,
io del chiaro suo dolce almo splendore
sol mi pasco e nutrico
e mi convien furar gli sguardi ancora:
ma tu, can peccatore,
non sol del raggio amico
e della dolce vista ti contenti,
ma di lui sazi tutti i sentimenti;
ché non vien prima l'ora
del tramontar, che nel beato occaso
seco ti corchi e come già Tommaso
lo palpi e tocchi, e poi quel che tu faccia
dical chi non ha faccia,
ch'io per me nol vo' dire;
prima vorrei morire;
poi che del mio servire,
della mia pura fede
altri n'ha la mercede,
ed a me resta sol tormento e duolo.
Ahi Giove marïolo!
Ahi Cupido sfacciato!
Ahi ciel vituperato!,
oggi è cascato l'onor vostro al fondo,
poi che 'l più bello, il più vago e giocondo
giovin che sia dal ponente al levante,
sovr'ogni uso mortal, gode un pedante.