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1503–1584

52

Anton Francesco Grazzini

Oh più d'una regina, più d'una imperatrice, oh più d'ogn'altra, Zinzera, felice! poscia che sì sovente

con un tal giovin lieta ti ritrove, dove tutti del cielo i maggior beni coll'alma godi e col corpo sostieni. Né sol l'umana gente

invidia te n'ha pur, ma insino a Giove. Oh grazie altere e nuove non viste mai, se non in questa etate! Perché tanta beltate

in lui chiara si vede, che di gran lunga eccede non solo Adone e 'l Troian Ganimede, ma quanti ebber giamai leggiadro viso.

Vadia al bordel Narciso, e nascondisi Croco; per che l'un zanaiuolo, e l'altro cuoco parrebber presso a quello,

che più della bellezza è vago e bello. Sappiati mantenello, Nannina mia gentile, ed abbi cura ch'un bene estremo piccol tempo dura.

Ed or che per ventura in te la speme ha posto e i desir suoi, fa che tu l'usufrutti più che puoi. Così quaggiù tra noi,

mercè de' suoi begli occhi e del bel viso, ti goderai, vivendo, il paradiso.

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