Chi di veder desia
quanto gatta esser può mai destra e bella,
venga a veder la mia,
che co i vaghi occhi suoi chiari e lucenti
fa via sparire e dileguar la noia;
empiono il cuor di gioia
la fronte sua, le guancie e i bianchi denti;
e co i soavi accenti,
che, miagolando, spesso manda fuora,
l'orecchie tutte addolcisce e innamora.
Ma la gran meraviglia è poi vedella
giocolare e saltare, quand'ell'uccella.