Skip to content
1503–1584

3

Anton Francesco Grazzini

Io credetti, Stradin, che questa Strata, che tanto ricordate a tutte l'ore, fusse una stanza da starvi un signore agiatamente colla sua brigata.

Ma io faceva una mala pensata, ché s'ella è dentro, com'ella è di fuore, Giovanni, io lo dirò con vostro onore, non vi starebbe un'anima dannata.

Posta vid'io in foggia varia e strana, fra sterpi e spine, o Cristo benedetto!, come diresti, una casuzza nana. Due finestrelle sole ha sopra il tetto,

e l'uscio poi, che par quel d'una tana, con un monte di sassi al dirimpetto. Le mura per diletto son fesse e scalcinate pure assai,

piene di ragnateli e di vespai. E in cambio di rosai e di vivuoli, il tetto è tutto pieno d'erba, che quasi è doventata fieno.

Ma s'io potessi appieno, come di fuor, vederla tutta drento, so ch'io farei paura a più di cento. Chi vuol pien di spavento

vedere un luogo, od una casa orrenda, da incantarvi i demoni, o la tregenda, lasci ire ogni faccenda, e con voi se ne venga, o Consagrata,

a questa villa vostra detta Strata.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
3 · Anton Francesco Grazzini · Poetry Cove