Piange, sospira e si lamenta ognora
la terra, antica madre universale,
per la furia dell'acque giunta a tale
che sta per andar sotto d'ora in ora:
e te chiama, o rovaio; esci omai fuora
soffiando, e col furor tuo naturale
ammazza, storpia e manda allo spedale
i nugoli e i nebbion nella malora.
E quei venti plebei di mezzogiorno,
cogli amici di zeffiro poltrone,
fa rincular, rinchiudigli 'n un forno,
e reca al mondo più lieta stagione,
asciugando la terra intorno intorno,
che fa viver le bestie e le persone.
E per questa cagione,
potendo gli uomin seminare il grano,
sempre si loderan di tramontano.