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1503–1584

22

Anton Francesco Grazzini

Qui cadde Ulivo e questi sassi il sanno, dove percosse, misero, il groppone: qui per salir addosso ad un garzone ne fu per riportar vergogna e danno.

Qui sostenne l'angoscia e qui l'affanno, qui patì 'l duolo e qui la passïone: qui rimase alla fin pincon pincone, esempio agli altri amanti che verranno.

Qui rise Papi di quel gran barcollo, e qui Lutozzo chetamente disse: «Fatto sta ch'egli avesse rotto il collo». Ma non disse sì pian che non sentisse

Ulivo, che pareva in terra un pollo ebro, tenendo al ciel le luci fisse. Qui Ridolfo il trafisse, com'è l'usanza sua, infino al core,

ridendosi e burlandol del suo amore. Alfin pien di dolore si rizzò qui Ulivo venerando, ed andonne a Firenze zoppicando.

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