Buon pro vi faccia, padre Consagrata,
di questa guerra sì gagliarda e forte,
ch'avete vinto, e non mica per sorte,
ma per virtute a voi dal ciel donata.
Le ciglia irsute e la bocca gonfiata,
il naso a beccastrin, le luci torte
tanta paura fecero alla morte,
ch'ella fuggì com'una disperata.
Ecci chi vuol, ch'i cavalieri erranti
pigliasser l'arme, o vero i Rinaldini,
e non lasciasser lei venire avanti:
che, s'ella vi uccideva, i paladini
restavon, non vo' dir, come pedanti,
ma peggio assai che birri, o che facchini.
Or chi vuole, indovini:
basta a noi che la morte venne in vano,
che voi sete vivo, bello e sano:
e per questo il Villano,
a laude e gloria della tornatella,
ne vuol comporre in rima una novella.