Da te mi parto e vommene in oblio
per balze e macchie incognite e nascose,
o santa poesia, ché tra rabbiose
fiere non vo' più star, né viver io.
Addio, Febo, addio, Muse, addio, addio:
addio, voi rime, voi versi e voi prose
petrarchesche, burlesche ed amorose,
restate in pace e fatevi con Dio;
poi ch'oggi giorno alle vostre cagioni,
com'io fussi Longin, o Giuda, o Gano,
son minacciato di mille prigioni.
Non ci aria pazienza san Bastiano,
ben ch'egli stesse forte a quei freccioni:
quest'è tormento maggiore e più strano.
Così stando lontano
dal mondo traditor, che m'ha schernito,
in qualche selva mi farò romito;
e con sì stran partito
farò sicuro e libero in eterno
dai birri il corpo, e l'alma dall'inferno.