Diego signore, il vostro messer Goro
vorria saper da voi per qual cagione
voi fate qua l'Orfeo e l'Anfione,
come fuste pagato a peso d'oro.
Se di gloria aspettate e di tesoro,
o premio riportarne, o guidardone,
o pur nella Toscana regïone
bramate aver la corona d'alloro:
io vi so dir, per Dio, voi state fresco;
in Firenze si domano i leoni,
e metteriesi in giostra San Francesco.
Oh! io che vaglio per quattro Platoni
e son nel compor versi un barberesco,
forzato sono starmi or pe' cantoni!
Cristo ve lo perdoni,
andatevi con Dio, fuggite via,
prima che passi questa befania;
ché mi par tuttavia
veder il Varchi pigliarvi a mazzacchera,
o che dal Gello abbiate la suzzacchera.
Vedi se Febo nacchera!
dunque compor volete senz'avere
punto di stile, o la lingua sapere?
Voi fate nel paniere
la zuppa, dico, e non nella scodella:
e però di soppiatto ognun v'uccella:
e se non fusse quella
spada, ch'al fianco notte e dì portate,
sareste in baia omai delle brigate.
Ma se troppo ci state,
pur facendo al Petrarca la bertuccia,
voi balzerete affatto in su la gruccia.