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1503–1584

17

Anton Francesco Grazzini

Diego signore, il vostro messer Goro vorria saper da voi per qual cagione voi fate qua l'Orfeo e l'Anfione, come fuste pagato a peso d'oro.

Se di gloria aspettate e di tesoro, o premio riportarne, o guidardone, o pur nella Toscana regïone bramate aver la corona d'alloro:

io vi so dir, per Dio, voi state fresco; in Firenze si domano i leoni, e metteriesi in giostra San Francesco. Oh! io che vaglio per quattro Platoni

e son nel compor versi un barberesco, forzato sono starmi or pe' cantoni! Cristo ve lo perdoni, andatevi con Dio, fuggite via,

prima che passi questa befania; ché mi par tuttavia veder il Varchi pigliarvi a mazzacchera, o che dal Gello abbiate la suzzacchera.

Vedi se Febo nacchera! dunque compor volete senz'avere punto di stile, o la lingua sapere? Voi fate nel paniere

la zuppa, dico, e non nella scodella: e però di soppiatto ognun v'uccella: e se non fusse quella spada, ch'al fianco notte e dì portate,

sareste in baia omai delle brigate. Ma se troppo ci state, pur facendo al Petrarca la bertuccia, voi balzerete affatto in su la gruccia.

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