Skip to content
1503–1584

16

Anton Francesco Grazzini

Io vo' farvi saper, caro Bettino, com'io sto e qual è la vita mia; la febbre credo averla tuttavia, e non posso patir né pan, né vino.

Non vo del corpo punto, né miccino: la notte poi, quando dormir vorria, sento far le zanzare armeggeria e le mie gote sono il saracino.

Altre nell'aria si stan borbottando un certo orribil suon pien di terrore, che farebbe paura al conte Orlando. Altre di poi ne vengono a furore

inverso il viso mio forte ronzando, mi dan trafitte che ne vanno al cuore. Io per l'aspro dolore e per farne vendetta con gran furia

mi batto il ceffo e fommi doppia ingiuria. Elle tornano a furia trafiggendomi più di mano in mano: ed io mi do ceffate da cristiano.

E questo giuoco strano mi convien fare perfino al mattino: che venir possa il canchero al Bronzino!

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
16 · Anton Francesco Grazzini · Poetry Cove