Simon, voi sete un formicon di sorbo,
che non isbucan mai così per fretta:
oggi verrà, domani, aspetta, aspetta,
ma nella fine io ho aspettato il corbo.
Credete voi, che agli Osoli sia morbo,
o di qualche malaccio l'aria infetta?
Voi non avete scusa, che sia accetta,
non sendo però voi zoppo, né orbo.
E se voi non avete de' cavagli,
che voi non ne vogliate è manifesto,
avendo voi denar da comperagli.
Ma lasciam ire: gli è pur disonesto:
io voleva da voi cento ragguagli,
or son forzato a menarmi l'agresto;
per che veloce e presto
fuggito è il tempo, ond'io rinniego Iddio:
intendami chi può, ch'i m'intend'io.
Ma che forse in oblio
m'avete posto e lasciatomi in asso
da poi ch'io son dell'Accademia casso?