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1503–1584

15

Anton Francesco Grazzini

Simon, voi sete un formicon di sorbo, che non isbucan mai così per fretta: oggi verrà, domani, aspetta, aspetta, ma nella fine io ho aspettato il corbo.

Credete voi, che agli Osoli sia morbo, o di qualche malaccio l'aria infetta? Voi non avete scusa, che sia accetta, non sendo però voi zoppo, né orbo.

E se voi non avete de' cavagli, che voi non ne vogliate è manifesto, avendo voi denar da comperagli. Ma lasciam ire: gli è pur disonesto:

io voleva da voi cento ragguagli, or son forzato a menarmi l'agresto; per che veloce e presto fuggito è il tempo, ond'io rinniego Iddio:

intendami chi può, ch'i m'intend'io. Ma che forse in oblio m'avete posto e lasciatomi in asso da poi ch'io son dell'Accademia casso?

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