Ora è venuto il tempo, ora è il destino contra di quello ingrato faragone nimico di Raspante perugino, ché gli è dato da Dio per promissione
E per nostra chiarezza ora si vede il mezzo Monton, che era sulla rota, per suo mal far si troverà da piede; se già non fosse una ragione or nota,
perch'e figliuol del Comun fiorentino, forsi vorranno trarlo della mota; e perché il Duca gran Conte d'Urbino s'appella buon figliuol di quel Comuno,
son certo seguirebbe lor dimino. Se non fia questo, e' converrà che l'uno manchi suo stato; e credo che 'l Montone vorria di tal impresa esser digiuno;
e piagneranne ancor quel da Frontone del tradimento che ordinò da Gobbio, e 'l c della terra ove è il cordone, e lasceranno il preso, e non è dubbio,
posto che danno aggia ricevuto; ma vergogna per lui s'avolse al subbio, quando comprendo il poco onor c'ha 'vuto, cacciati fuor, come le meretrici,
da Gobbio; né è da chi non fu veduto. E questo è de' segnali una radice, che fia perdente d'ogni suo contese, siccome per passato era felice.
E perché più non avrà quel paese col qual sé ricopria dal suo ribello, e per questo ha acquistato gran paese; io ho trovato che costui è quello
che lui rimise in casa sua per certo, e 'l merito che n'ha tu puoi vedello. Questo è colui che sempre s'era offerto metter tra 'l gran Pastore e lui concordia
perché lo stato suo non fosse incerto. Con tutti intorno intorno avia discordia, fuor che con questo, ma, per suo peccato, convien che gridi ancor misiricordia;
ché quel che fu cagion di darli stato, così s'era cagion farlo mendico, e tal con lui, che non ha colpa al lato; e ancor seguirà che 'l più amico,
veggendol correr a molto periglio, convertirassi in suo mortal nimico. Se volesse scusarsi da tal piglio, d'aver ragione non porria mostrarlo.
Dirò per trar la gente di bisbiglio: se 'l Conte gli avea a fare e volie farlo, de' danar che gli entrò mallevadore per cavar di pregion il signor Carlo,
e' dovieno a Firenze al gran Pastore trovarsi insieme, e, così ragionato, avian fermato l'un l'altro signore; sì che 'n suo mala fede egli è mancato,
e vuol chiaro mostrar ch'egli è rubello delle chiavi e del manto del biato. Ma lassa far, ché sord'è tal drapello, che converrà che torni a penitenza,
se non vola per l'aier come uccello. Non è molti anni ch'io vidi Piagenza con gran trïunfo; vedi quel ch'è ora, ch'è poco men che troiana sentenza.
Godi Raspante, ché tu se' di fora; presto ritornerai nel tuo ricetto, e l'aversario tuo convien che mora, se non l'aita quel che sopra ho detto.
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