Buffon non di comun né d'alcun sire,
ma d'un suo schiavo che 'l cervel si becca,
ben se' adosso a Marzocco una zecca
e nell'occhio una stecca a non mentire!
Ladro, non ti ricorda del fuggire
dal conte Urbin, che 'l muso ancor si lecca,
La forca per tal beffe ha gran cilecca
e perde il manigoldo il dì tre lire.
Certo te ne sovien quando sbadigli,
recendo il fiato in su ne' febei raggi,
qual bello impiccato eri in quel padule.
Tal, quando balli, giri e t'attortigli,
così ti priego della scala caggi,
scambiettando al duol dello strozzule,
colla lingua al mezzule,
da' denti stretta, bugiarda inventrice,
che confitta ti sia tra le morice!