Ben se' gagliardo fante in sul garrire,
qual della tua natività di trecca,
che mille volte rintuzza e rimbecca
qualunche paroluzza sente dire.
Che parte ha' tu che ti dia tanto ardire,
essendo il sopra capo d'ogni pecca?
Taci, ribaldo! Omai, che ti sia secca,
infame, reo, da vivo sepellire!
E non rose fiutar, vivuole o gigli;
palle sia il tuo odor di scarafaggi,
randel di micci e straccal di mule!
Ma tien questo: un dì Rosello e' famigli
del civillar vorranno el pome assaggi
a gote infiate e ripien gorgozzule.
Tu ugni el cavicciule,
che t'ha a dinoccolar qual disse e dice
che di te scrive sanza la vernice.