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1454–1494

CXXII

Angelo Poliziano

Ben venga Maggio e 'l gonfalon selvaggio! Ben venga primavera, che vuol ch'uom s'inamori;

e voi, donzelle, a schiera colli vostri amadori, che di rose e di fiori vi fate belle il maggio,

venite alla frescura delli verdi arbuscelli. Ogni bella è sicura fra tanti damigelli:

ché le fiere e gli uccelli ardon d'amore il maggio. Chi è giovane e bella, deh non sie punto acerba,

ché non si rinnovella l'età come fa l'erba; nessuna stia superba all'amadore il maggio.

Ciascuna balli e canti di questa schiera nostra: ecco che i dolci amanti van per voi, belle, in giostra.

Qual dura a lor si mostra, farà sfiorire il maggio. Per prender le donzelle si son gli amanti armati:

arendetevi, belle, a' vostri innamorati! Rendete e cuor furati, non fate guerra il maggio.

Chi l'altrui core invola ad altrui doni el core. Ma chi è quel che vola? È l'angiolel d'Amore

che viene a fare onore con voi, donzelle, al maggio. Amor ne vien ridendo, con rose e gigli in testa,

e vien di voi caendo: fategli, o belle, festa. Qual sarà la più presta a darli e fior del maggio?

“Ben venga il peregrino! Amor, che ne comandi?” “Ch'al suo amante il crino ogni bella ingrillandi,

ché li zitelli e grandi s'innamoran di maggio.”

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