Ben venga Maggio
e 'l gonfalon selvaggio!
Ben venga primavera,
che vuol ch'uom s'inamori;
e voi, donzelle, a schiera
colli vostri amadori,
che di rose e di fiori
vi fate belle il maggio,
venite alla frescura
delli verdi arbuscelli.
Ogni bella è sicura
fra tanti damigelli:
ché le fiere e gli uccelli
ardon d'amore il maggio.
Chi è giovane e bella,
deh non sie punto acerba,
ché non si rinnovella
l'età come fa l'erba;
nessuna stia superba
all'amadore il maggio.
Ciascuna balli e canti
di questa schiera nostra:
ecco che i dolci amanti
van per voi, belle, in giostra.
Qual dura a lor si mostra,
farà sfiorire il maggio.
Per prender le donzelle
si son gli amanti armati:
arendetevi, belle,
a' vostri innamorati!
Rendete e cuor furati,
non fate guerra il maggio.
Chi l'altrui core invola
ad altrui doni el core.
Ma chi è quel che vola?
È l'angiolel d'Amore
che viene a fare onore
con voi, donzelle, al maggio.
Amor ne vien ridendo,
con rose e gigli in testa,
e vien di voi caendo:
fategli, o belle, festa.
Qual sarà la più presta
a darli e fior del maggio?
“Ben venga il peregrino!
Amor, che ne comandi?”
“Ch'al suo amante il crino
ogni bella ingrillandi,
ché li zitelli e grandi
s'innamoran di maggio.”