Skip to content
1454–1494

CXIII

Angelo Poliziano

I' conosco el gran disio che ti strugge, amante, il core; forse che di tanto amore ne sarai un dì giulio.

Ben conosco la tuo voglia, so ch'i' son da te amata: tanta pena e tanta doglia sarà ben remunerata.

Tu non servi a donna ingrata; provat'ho d'amor la forza, i' non nacqui d'una scorza, son di carne e d'ossa anch'io.

Tu non perdi invano el tempo, toccherai bene un dì porto; ci sarà ben luogo e tempo da poterti dar conforto.

Non ti sarà fatto torto, ché conviene amar chi ama, e rispondere a chi chiama: “Sta pur saldo e spera in Dio!”

A chi può me' ch'all'amante questo amore esser donato? Ché, se gli è fermo e costante, col suo prezzo l'ha comprato.

Statti pur così celato; e ritocca el tuo zimbello: calerà ben qualche uccello alle rete, amante mio.

Non t'incresca l'aspettare, ch'i' non sono, amante, il corbo: quando è tempo, i' so tornare, né formica i' son di sorbo.

Non è ver ch'Amor sie orbo, anzi vede insino a' cuori: non vorrà che questi fiori sempre mai stieno a bacìo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CXIII · Angelo Poliziano · Poetry Cove