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1454–1494

CVI

Angelo Poliziano

Chi non sa come è fatto el paradiso, guardi Ipolita mia negli occhi fiso. Dagli occhi della Ipolita discende, cinto di fiamme, uno angiolel d'amore

che' freddi petti come un'esca accende e con tanta dolcezza strugge 'l core, ch'e' va dicendo in mentre che si more: “Felice a me ch'i' sono in paradiso!”

Dagli occhi dell'Ipolita si muove virtù che scorre con tanta fierezza, ch'i' la somiglio al folgorar di Giove, e rompe il ferro e 'l diamante spezza:

ma la ferita ha in sé tanta dolcezza, che chi la sente è proprio in paradiso. Dagli occhi della bella Leoncina piove letizia tanto onesta e grave,

ch'ogni mente superba a lei s'inchina, e par la vista sua tanto soave che d'ogni chiuso cor volge la chiave, onde l'anima fugge in paradiso.

Negli occhi di costei Biltà si siede che seco stessa dolce parla e ride; negli occhi suoi tanta grazia si vede quanta nel mondo mai per uom si vide:

ma qualunche costei cogli occhi uccide, lo risucita poi guardandol fiso.

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