Chi non sa come è fatto el paradiso,
guardi Ipolita mia negli occhi fiso.
Dagli occhi della Ipolita discende,
cinto di fiamme, uno angiolel d'amore
che' freddi petti come un'esca accende
e con tanta dolcezza strugge 'l core,
ch'e' va dicendo in mentre che si more:
“Felice a me ch'i' sono in paradiso!”
Dagli occhi dell'Ipolita si muove
virtù che scorre con tanta fierezza,
ch'i' la somiglio al folgorar di Giove,
e rompe il ferro e 'l diamante spezza:
ma la ferita ha in sé tanta dolcezza,
che chi la sente è proprio in paradiso.
Dagli occhi della bella Leoncina
piove letizia tanto onesta e grave,
ch'ogni mente superba a lei s'inchina,
e par la vista sua tanto soave
che d'ogni chiuso cor volge la chiave,
onde l'anima fugge in paradiso.
Negli occhi di costei Biltà si siede
che seco stessa dolce parla e ride;
negli occhi suoi tanta grazia si vede
quanta nel mondo mai per uom si vide:
ma qualunche costei cogli occhi uccide,
lo risucita poi guardandol fiso.