Non hebbe Giove già tal gratia quando
gabbò Calisto in forma de Diana,
la qual, smarita, andava incauta et vana,
scì simplicetta per la selva errando
qual io nel caro bosco, meco stando
colei che d'ogne bella è pur soprana,
ch'a me fo più piatoso et più humana,
non per error, ma più de me amando.
Ma Giove è stato lui poi più felice,
ch'al cel tirò la sua et fenne un segno
et scì da presso ognor se la vagheggia.
Ma io taupino, misero, infelice
son facto de veder la mia indegno,
né so quando mai fia che la riveggia.