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1390–1459

296aDi Rosello di Roselli

Angelo Galli

Pensando nel mio bel tempo perduto, negli aspri affanni et nel crudel dolore, ove piangendo vissi in tanto orrore che 'l morir meglio assai serebbe suto,

ben mille volte et più me son pentuto d'esser stato d'Amor bon servitore, essendo falso, ingrato et rio signore: tu 'l sai ben, che come io l'hai cognosciuto.

O sventurato me, che pene tante ho sostenuto per chi mai non porse la man pietosa a l'anima meschina. Per non star più nel primo error constante,

sequirò el ver signor che me soccorse, sol contemplando sua virtù divina.

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