O terra, o lunga via, perché mi privi
del glorioso, dolce et vivo lume?
Perché non hai per natural costume
torte di mezzo et me lasciar star ivi?
Ch'ora starebb'io presso agli occhi divi,
se non fostu, terren che me consume,
ché me ritrovo apresso del gran fiume
di Pado et fo degli occhi a lui doi rivi.
Non sparser tanta acqua mai doi fonte,
né stilla tanto humor aer per pioggia,
quante lacrime fuora versar parme,
tal che s'io non ritorno, o muti foggia,
qual già se fier le sore di Phetonte,
dubito quivi in salce transformarme.