O nimpha, o dea terrestre, o alma degna
d'altro habituro che del mondo vile,
deh, come è giusto che 'l tuo pè gentile
tocchi la terra di lui tanto indegna
Piede che dove l'orma sua desegna,
lì par che surga et nasca un novo aprile;
pensa degli occhi qual sia poi el fucile,
s'Amor nel suo bel pè triumpha et regna.
O intellecto alzato ad l'alte cose,
se tale è il piede dal bel passo offeso,
pensa qual sieno poi le parte ascose,
almen quel luoco d'ogni mal diffeso,
dove natura ogni dolceza pose,
et dove starei sempre, essendo Creso.