Non lasciar, donna, l'honorata impresa,
non dar sì tosto al bel principio fine,
ché l'atrative luce tue divine
m'hanno di mortal foco l'alma accesa.
La real tua maestà dal cel descesa
forsa non vol che sì basso t'enchine:
fai ben sprezar le cose picoline,
pur che non sii ad altra rete presa.
Racende al pecto tuo quel caro foco
che 'l mio sì dolcimente arde et consuma,
non spender scì bel tempo, donna, invano;
chiamami sempre teco in ogni loco
et tiemmi in su le spine, non che in piuma,
pur che io possa basciar la bianca mano.