Non dite, Anibal mio, che vi rifute
Febo, ché 'l vostro stil tant'alto arriva
che molti e molti di lor gloria priva
e fa le lingue a l'empia invidia mute;
anzi lodate, lui che tal virtute
vi diè con darvi de la sacra e viva
acqua a gustar che d'Helicon deriva,
che dona a i nomi altrui fama e salute.
Ma ben fôra felice il secol nostro,
se 'l maggior lume suo fusse pur tale
qual mi dipinge il chiaro ingegno vostro.
Vano è dunque il dolor che 'l cor v'assale,
ch'è ben da tanto il da voi sparso inchiostro
di far col vostro il mio nome immortale.