Poi che, per venerar l'alta ferita
ch'i bei vostr'occhi fêr dentro al cor mio,
e per toglier di grembo al gran desio
la speme che solea tenermi in vita,
sete disposta a far pur dipartita
dal vostro patrio nido almo natio,
né può da tal pensier crudele e rio
piegarvi la mia pena aspra inaudita,
piacciavi aprir de la memoria spesso
le porte a l'alma, che mi lassa exangue
e 'n viva morte per venirvi appresso,
e, se non sete un cor di rigid'angue,
con ella dir:« Di quanta doglia oppresso
credi ch'il mio fedel senza noi langue? »