Cresca tanto Tesin, Tanaro e Varo,
Adice, Lambro e Po del tuo gran pianto,
Italia mia, che ti sian d'ogni canto
contra i barbari insulti alto riparo.
Le schiere tue, che i passi a lor vetaro,
han perduto l'ardir, la forza e 'l vanto,
dal dì ch'al spirto glorïoso e santo
l'inique Parche il bel stame troncaro.
E quel vittorïoso ucello altiero
pianga pur teco et alzi in aria i stridi,
poi che vede uscir vano il bel pensiero:
che senza Avalo suo ch'indi lo guidi,
non può sperar del suo felice impero
veder l'insegne su gli assirii lidi.