Patria gentil, nido ab eterno eletto
al nascer di colei cui solo adoro,
poi che pur ti riveggio, homai, s'io moro,
havrò nel mio morir pace e diletto.
Parmi veder dal fortunato tetto,
che lieto inchino e riverente honoro,
nebbia in aria salir di liquid'oro,
che fa più vago il tuo vezzoso aspetto.
Forsi è 'l vapor che da quell'aurea e bella
bocca esce, e poggia in alto a giunger luce
ad ogni sua più cara amica stella?
o pur dinanzi o quel superno Duce
manda la sua pudica e fida ancella
schiera di bei pensier' che sì riluce?