Questo livor, che del mio foco interno
il tetro fumo m'ha nel volto impresso,
come nel vostro cor dovrebbe spesso
crïar doglia e pietà, cria riso e scherno.
Né so pur come 'l gran Motore eterno
a voi comporti un sì gran tort'espresso,
che, per assai minor fallo commesso,
suol dannar altri al tenebroso inferno;
però che sol di mille un, ch'altri occida,
ha tanto di pietà l'alma ribella
che poi la morte ne gioisca e rida.
E veggio ben che mia perversa stella
vi fa pensare, et al mal far v'affida,
ch'all'inferno ir non puote alma sì bella.