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1507–1591

41

Angelo Di Costanzo

Come 'n cità che da crudeli et empi nemici, oltra le morti e le rapine, giace conversa in ceneri e 'n ruine, con miserandi e non più oditi essempi,

tra gli altri d'edifici acerbi scempi, ove sian nati stecchi e dure spine, per riverir ognun l'opre divine sol si vedeno interi i sacri tempî;

tal il mio cor, da cui Fortuna acerba ha svelto ogni piacer, ogni speranza, sì che 'n lor vece è nata inutil herba, del suo stato di pria sol questo avanza:

che 'l tempio più che mai saldo riserba ove dipinse Amor l'alta sembianza.

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41 · Angelo Di Costanzo · Poetry Cove