In quella patria che con tant'affanno
summise, havendo la virtù per guida,
trovò pur il gran Cesare homicida,
nel quarto del su' impero infelice anno.
M'Amor, della mia vita empio tiranno,
non trova in me pensier mai che l'occida,
né che liberi il cor ov'ei s'annida,
fatto signor per frode e per inganno.
E veggio ben che son duo lustri interi
c'havendo la raggion messa in essiglio
lega, sforza e minaccia e mia pensieri,
i quai, per tema del suo fiero artiglio,
non hanno ardir, com'a seguaci veri,
di farla ritornar prender consiglio.