Qual chiaro vetro, o limpid'acqua e pura
in cui raggio di sol fiere e resplende,
la luce c'ha da quel porge et estende
in qual che parte a lui dappresso oscura,
tal il mio cor, nel qual per mia ventura
questo mio novo sol traluce e splende,
de l'alte qualità che da lui prende
il fosco ingegno mio pinge e figura.
Meraviglia non è, dunque, se vanno
fuor della lingua mia talhor tai detti
che forse a molti amanti invidia fanno:
anzi spero sì vaghi alti concetti
tesser in rime anchor, s'io non m'inganno,
che lode havran dai nobil' intelletti.