Poi ch'al vostro sparir oscura e priva
restò del lume suo chiaro e fulgente,
né più legne inviar al foco ardente
del cor poteo la mia virtù visiva,
mancando l'esca, ch'iv'entro 'l nutriva,
sperai scemasse il grave ardor cocente;
hor vegio ben in lui le fiamme spente,
ma non la forza sua possente e viva:
ché sotto 'l cener dell'incendio rio
sì vivaci carboni il cor riserba
che fan più che mai caldo il gran desio.
Riman solo a provar se morte acerba
potrà giamai por fine all'arder mio,
poi ch'Amor senza legne in vita il serba.