Ahi dolcezza fallace e fugitiva,
che co i prim'anni miei ratto volasti,
e me lasciando in tenebre sfrondasti
mia spene allhor che più verde fioriva!
Qual fior caduco, colto in fresca riva,
che perdendo gli humori in lui rimasti
langue nel mezo april, così mancasti
senz'aspettar il sol o l'aura estiva.
Se per mai non tornar festi partita,
e vòle il fiero mio destin fatale
che s'eterni 'l dolor c'hogi m'affligge,
sarei contento almen la fragil vita
cangiar con morte, e per minor mio male
varcar l'onde di Lete e l'atra Stigge.