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1507–1591

17

Angelo Di Costanzo

Quando 'l bel viso, in cui rose e vïole fanno al più freddo verno ingiuria e scorno, grate orecchie porgea, mirando intorno, all'amorose mie calde parole,

e come chi del mal d'altrui si duole respondea in atto di pietade adorno, per non far mai finir sì lieto giorno, devea fermarsi a mezo 'l corso il sole;

m'havendo invidia al mio stato gioioso, a gli occhi vaghi et alle treccie bionde che facean parer lui men luminoso, come dal vincitor fugge e s'asconde

il vinto, in volto mesto e vergognoso, summerse il carro suo presto nell'onde.

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