Oimè, quant'è difforme il tuo ritorno
da quel che festi all'altro tuo vïaggio
un anno a dietro, o chiaro e lieto giorno
che n'adduci el fiorito e verde maggio!
Chiaro per altri sei, lieto et adorno,
per me non già, che da vicin non haggio,
com'hebbi allhora, il dolce almo soggiorno
ch'illustra il mio bel sol col vivo raggio.
Queste rose, quest'herbe e questi fiori,
di che copri alla terra il vago volto,
non rendon com'allhor soavi odori:
mi ritrovasti allhor di cure sciolto;
hor mi ritrovi (ahi mal seguiti amori!)
nell'abisso del duol chiuso e sepolto.