Oime! ch'io vivo sol di quel che a morte
Lieto mi tira e ch'el mio tanto male
Dolcemente mi porge e per cui sale
Tanto il disio che fammi amara sorte.
Vivo di quel per cui le voglie accorte
Mi fan con tal speranza a gli dei equale,
Che l'alma ascende in parte ove non vale
Chiamar mercé del pensier duro e forte;
Vivo di quel che mi conduce spesso
Al pianto amaro, pien di dolce voglia,
Che pasce di suspiri el cor contento,
E di quel vivo ove è sì Amor con esso
Che d'ogni altro pensier mi priva e spoglia,
Quel sol porgendo del qual mai mi pento.